Referendum 17 aprile: perché voterò Sì

Piattaforma estrattiva-2Non è facile per me scrivere questo post. Non lo è perché le ragioni sono tante, da entrambe le parti. E sono tante anche le strumentalizzazioni, anche qui da entrambe le parti. Ma io un’idea mia me la sono fatta, e sento il dovere civico e morale di condividerla, partendo da questo blog, che non è un blog politico, ma la questione referendaria coinvolge anche il territorio in cui vivo e il mare marchigiano. Non voglio fare nessuna campagna elettorale né convincere nessuno, voglio solo esprimere un punto di vista. Anzi si, una campagna elettorale voglio farla, premessa necessaria di questo post: a favore del Referendum in quanto tale. Io credo tantissimo nella democrazia partecipativa, nelle scelte dal basso, fatte dopo aver interpellato i soggetti coinvolti, e amo moltissimo lo strumento referendario, quello abrogativo in particolar modo. Qualche giorno fa un’amica mi ha detto: “è un Referendum troppo tecnico e settoriale, questioni che non possono essere decise dalla massa”. Ecco, io con questa frase non sono mai d’accordo, per principio. Per milioni di ragioni. Una fra tutte: chi ci rappresenta e legifera su queste questioni non lo fa perché più competente dei cittadini, e anzi spesso sono interessi economici (personali e di grandi aziende intendo, non dell’economia dello Stato) a guidare molte decisioni. La costituzione prevede questo meraviglioso strumento di partecipazione popolare e stabilisce chiaramente quali questioni non possono essere sottoposte a referendum (le trovate qui) e io le reputo più che sufficienti. Non mi dilungo oltre su questo punto, non saprei esprimermi sulla questione bene come ha fatto Rodotà.

Altra premessa: non è esattamente questo il Referendum che le Regioni avevano presentato. O meglio: non solo questo. Erano 6 i quesiti depositati in cassazione, e non approvati in seguito ad un emendamento del Governo, che ha ripristinato il divieto di ricerca ed estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa ma salvando i progetti già approvati, “congelandoli” in attesa di tempi migliori; ha dato spazio alle Regioni negli iter autorizzativi seppur con parere decisorio non vincolante; ha cancellato sia il carattere strategico delle opere petrolifere, sia il Piano delle aree (fonte Altreconomia).  Dico questo perché trovo il Referendum così e com’è un po’ debole, in conseguenza alla mancata approvazione degli altri 5 quesiti, e mi sembra giusto per completezza segnalarlo.

Veniamo alla questione referendaria: non è un Referendum contro le trivelle, per la salvaguardia del nostro mare, e che produrrà in caso di vittoria del Sì effetti positivi sull’ambiente nel breve termine. Si abrogherà solo la possibilità di proroga degli impianti già esistenti entro le 12 miglia fino a quando il giacimento non sarà esaurito. Non avrà di fatto effetto immediato, perché le concessioni rimarranno attive fino alla loro scadenza prevista inizialmente, senza possibilità di proroghe. In ogni caso stiamo parlando di impianti che producono circa il 17,6% del gas e circa il 9% del petrolio prodotti. Queste percentuali vengono ridotte di un fattore 10 se si considerano i consumi nazionali, anziché la produzione (fonte Aspoitalia).

Dal punto di vista pratico cambia secondo me poco nel breve termine, mentre nel lungo termine sarei molto contenta se le concessioni non venissero prorogate all’infinito, considerato l’impatto ambientale (c’è, non è vero che non c’è, e qua mi tocca citare Greenpeace, che al di là degli slogan e delle strumentalizzazioni rimane per me una fonte attendibile in termini di danni ambientali), a fronte di risorse poi non così significative. E quindi secondo me un aspetto pratico significativo c’è, non così eclatante come esaltato dai comitati del sì, ma c’è.

Parliamo dell’aspetto politico: ecco questo per me non è secondario per niente, e non è affatto debole! Un Referendum che raggiunge un quorum su questo tema, solo su questo perché altri quesiti non sono stati approvati, secondo me è un messaggio politico forte e chiaro contro lo Sblocca Italia, un’esortazione ad un maggiore utilizzo di altre fonti di energia e ad orientare gli investimenti verso le fonti rinnovabili. Direte: ma oltre le 12 miglia non cambia nulla! Rispondo, lo so bene, e non è che la cosa non mi preoccupa perché non lo vedo, ma è un primo passo, a cui spero che ne seguiranno altri.

A questo punto non riesco a non esprimermi sulla questione del Mozambico. Ma stiamo scherzando?? Ma davvero pensate che all’Eni gliene possa fregare qualcosa di qualche trivellina di gas dell’Adriatico per ridurre le devastazioni di cui è artefice in tutto il mondo? Posso permettermi di ricordarvi chi è Eni?

Altro punto: certo che non mi piace usare l’energia prodotta deturpando mari e territorio, certo che mi pongo il problema ogni volta che accendo il gas, che prendo la macchina, che viaggio in aereo. Come me lo pongo ogni volta che compro o penso di comprare (perché poi non lo faccio quasi mai) moda cheap, conoscendo bene il costo umano che c’è dietro quegli articoli, come me lo pongo ogni volta che mangio carne, consapevole delle condizioni disumane che vivono gli animali e dell’impatto ambientale degli allevamenti intensivi. La coerenza è una caratteristica che lascio a chi non si mette in discussione: io lo faccio continuamente, so che i miei comportamenti non sono perfetti ma ci provo a lottare per quello in cui credo partendo dai miei gesti quotidiani, questo magari ve lo racconto in un altro post. Adesso vi dico solo che non prendo la macchina per fare 50 metri, giuro.

Voglio dire solo due parole su “trivella tua sorella”, non sullo slogan in se che non ne merita. Ma farsi condizionare da quella campagna sarebbe come avercela con le persone alte perché c’è un individuo alto che è un pazzo omicida… E’ un non senso. Solo questo.

Basta, mi fermo qui. Questo non è un articolo oggettivo né dettagliato sulla questione in sé, e solo il mio punto di vista. Io ho letto questi articoli, li segnalo qui sotto per approfondimenti.

Grazie Claudia, per avermi dato lo spunto per ragionare in maniera profonda sulle mie convinzioni e non fermarmi in superficie.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-20/energiale-faq-difendere-ambiente-e-sviluppo-trivelle-10-risposte-referendum-161853.shtml?uuid=ACxG0rDC&refresh_ce=1

https://www.facebook.com/notes/andrea-boraschi/referendum-trivelle-le-balle-degli-astensionisti/10154032082479439

https://aspoitalia.wordpress.com/2016/03/07/l
e-bufale-sul-referendum-del-17-aprile/

http://www.fermaletrivelle.it/

http://ottimistierazionali.it/referendum-trivelle-ecco-perche-io-non-andro-a-votare/

http://www.ilpost.it/2016/03/08/guida-referendum-trivellazioni-petrolio/

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/03/12/le-trivelle-la-megattera-e-perche-il-referendum-no-triv-riguarda-anche-il-mozambico/

http://www.valigiablu.it/referendum-trivelle/

http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/referendum-trivelle/faq/

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=5504&fromRivDet=182

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/18/news/trivelle_scheda_no_si_referendum-135754360/

 

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